Presidio davanti al Tribunale per Ahmad Salem (ore 11) e proiezione di "Corto alla catena" all'UniMol con dibattito su Decreto Sicurezza e DDL Salva Sionismo (ore 17).
CARCERIAL CENTRO DEL DISCORSO — 14 APRILE 2026
PRESIDIO AHMAD LIBERO // FERMIAMO IL DDL SALVA SIONISMO
ORE 11:00 — PRESIDIO IN PIAZZA MUNICIPIO DAVANTI AL TRIBUNALE
ORE 17:00 — UNIMOL, Facoltà di Economia, Aula 160 posti (II Edificio Polifunzionale, Via F. De Sanctis, Campobasso) PROIEZIONE: "Corto alla catena" (prodotto da Ultrantirazzista e Bag produzioni)
INTERVERRANNO: - Associazione Ultrantirazzista - Diego Florio (produzione e laboratori) - Prof. Agostino De Caro (diritto processuale penale) DISCUSSIONE: Decreto sicurezza e Ddl "Romeo" a cura del Coordinamento di solidarietà con il popolo palestinese MODERAZIONE: Collettivo Dal Basso
Non bisognerebbe smettere mai di parlare di chi da questa società viene posto ogni giorno ai margini, di chi non ha voce e anche di chi non essendosi adattato alle condizioni di essa è stato recluso ed ora è "abitante" di una delle infinite carceri che ci sono sul territorio nazionale. Qui a Campobasso il carcere è posto nel pieno del centro città e ogni giorno, centinaia di auto e persone ci passano affianco, senza magari pensare che in quella grande struttura vi siano vite umane, racconti, storie di ogni tipo e altri disagi legati già solo dalla condizione nella quale ci si trova. Esistono lavori e progetti che riescono a rompere quelle mura e quel senso angosciante di isolamento, progetti che pongono al centro di tutto il valore umano delle persone. "CORTO ALLA CATENA" è stato proprio questo.
Ma il centro del discorso non è e non può essere esclusivamente la produzione di questo corto: non bisogna smettere di parlare neanche di chi si trova a fare i conti con la repressione messa in campo dallo Stato e viene accusato di terrorismo per essersi esposto in difesa della propria terra e costretto in un carcere di massima sicurezza. Ahmad Salem, 25 anni, palestinese, è prigioniero da quasi un anno in regime di Alta Sicurezza nel carcere di Rossano-Calabro. È accusato di “istigazione a delinquere e auto addestramento con finalità di terrorismo” (art. 414 e 270-quinquies c.p.), sulla base di video pubblici e frasi decontestualizzate estrapolate dal suo telefonino durante una perquisizione arbitraria. Una forzatura poliziesca e giudiziaria che applica il cosiddetto “terrorismo di parola”. A questo si combina l’approvazione del famigerato DDL Salva-sionismo che vuole equiparare l’antisionismo all’antisemitismo.